Pensieri e Riflessioni su Comunicazione, Attualità e Creatività, attraverso la lente di Phoenix ADV

Per Phoenix-ADV il pensiero e la ricerca stanno alla base dell’attività di comunicazione.
Abbiamo quindi deciso di raccogliere qui alcune riflessioni su quello che vediamo intorno a noi, sulla pubblicità ma anche sui fatti che accadono nel mondo, per raccontare in modo accurato il nostro punto di vista sulle cose e il modo in cui ci piace lavorare e comunicare al mondo.
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ADV: moltiplicatore di senso

ADV: moltiplicatore di senso

Come si evince dalla nostra identità d’agenzia il termine ADV ha per noi vari significati. Ci siamo però divertiti a trovare dei nuovi sensi a queste tre lettere, interpretandole come acronimo. Eccone alcune:

Awereness Driven Vision

Activate Dazzling Vibe

Anyday Dream Vigoursly

Activate Dreaming Voice

Adaptive Deep Vision

Long Term Thinking & Imaginative Planning

Long Term Thinking & Imaginative Planning

Siamo un po’ tutti ossessionati dal pensiero a breve termine, quello cioè che realizza le nostre aspirazioni immediate a spese del futuro, e che lentamente ci sta uccidendo. Nella vita di tutti i giorni prendiamo decisioni sempre più in fretta senza prenderci troppo la responsabilità delle nostre azioni.
Chi lavora nella comunicazione e con i brand, invece di concentrarsi su obiettivi a breve termine, inseguendo l’ultima tendenza, l’ultimo successo, l’ultima invenzione da mentalista, deve semplicemente rimanere fedele alla costruzione del brand e del suo significato profondo.
Questo porta inevitabilmente a ripensare al legame presente-futuro. Serve quindi una specie di correttivo per compensare tutto questa impazienza, un meccanismo che incoraggi la lungimiranza e la visione a lungo termine.

Per questo oggi riteniamo cruciale l’imaginative planning. Così importante che è una delle basi di quel magnifico lavoro di immaginazione che abbiamo chiamato Adventure.
Gli scenari non riguardano previsioni accurate. Pensare di intercettare il futuro basandosi sulle previsioni o sulle predizioni è uno sport pericoloso.
L’imaginative planning – invece – è un generatore di futuro.
Riparte dalle radici e si focalizza all’immissione di nuove cause, che sono la migliore risorsa per l’innovazione della vita, delineando strategie che risultano più robuste perché hanno come obiettivo l’attenzione costante e il rapido adattamento. Sta quindi a chi lavora alla produzione di contenuto e alla creazione di senso distruggere questa macro-miopia (“sovrastimo l’immediato, sottostimo il futuro”) e non limitarsi a guardare con deferenza al pensiero di lungo termine, ma agirlo.

(…to be continued…)

Pubblicità, felicità e bellezza

Pubblicità, felicità e bellezza

Così parlava Don Draper, figura di pubblicitario rampante degli anni 50-60, perfettamente delineato nell’episodio pilota di Mad Men.

Di tempo ne è passato, con i classici corsi e ricorsi storici e, seppur con l’avvento del digitale e di tutte le innovazioni disruptive che abbiamo visto, da questo punto di vista nell’advertising le cose non sono così cambiate.
L’advertiser è sempre colui che osserva e comunica la realtà nel suo lato migliore con l’obiettivo di accendere un desiderio o una vendita. In fondo chi fa advertising cerca, individua e comunica il lato della bellezza in ogni cosa, oggetto, brand o prodotto.
Felicità, bellezza, capacità di lenire i problemi: alla fine i concetti chiave sono sempre quelli, l’importante è saperli applicare per creare una connessione tra marca e pubblico e ottenerne una risposta.
Noi oggi approcciamo all’advertising secondo un pensiero atletico, ancor qualcosa di più che semplicemente flessibile.

Sorpresa! La pubblicità in TV fa bene all’e-commerce

Sorpresa! La pubblicità in TV fa bene all’e-commerce

Contro tutte le previsioni, che la davano per vecchia, superata e fuori moda, la televisione continua a essere un mezzo di comunicazione di successo. Un reportage di Adriane Pasquarelli rivela che la tv si sta rivelando fondamentale nella strategia comunicativa di molti  servizi di e-commerce. (Picture: CefeCredit.com, CC license)

Quale sarà la parola del 2017? Per noi è “Curating”

Quale sarà la parola del 2017? Per noi è “Curating”

Per il secondo anno di fila, Phoenix ADV ha inviato a tutti una parola importante estratta a caso tra 21 parole importanti. AdAge ha interpellato 20 grandi professionisti internazionali della comunicazione, chiedendo loro qual è per loro la parola dell’anno 2017. Incredibilmente, sembrano quasi tutti convergere verso la nostra scelta: “Curating”. (Picture: Jacob Botter, CC license)

Forse quello che sappiamo sui millennial è sbagliato

Forse quello che sappiamo sui millennial è sbagliato

Cosa sappiamo dei millennial? Il gruppo demografico più ricercato, più interessante e al contempo più sfuggente e di difficile definizione è spesso descritto in modo sommario ed erroneo ed è circondato da una grande quantità di falsi assunti sulla sua natura. (Picture: Benjamin Linh, CC license)

Come orientarsi in un mondo di bufale online?

Come orientarsi in un mondo di bufale online?

Chiamatele come volete: post-verità, “alternative facts” o più semplicemente notizie false, ma le bufale online create ad arte per precisi fini politico-ideologici sono uno dei temi più caldi del momento, oltre che un grave problema per chiunque basi il proprio successo sulla credibilità. (Picture: Mick Baker, CC License)

Conosciamo gli italiani su Internet?

Conosciamo gli italiani su Internet?

Cosa fanno gli italiani su Internet? Ma soprattutto, con cosa si collegano? Cosa usano per navigare? Quali sono le loro abitudini e qual è la loro identità? A tutte queste domande – fondamentali per chi comunica – risponde una ricerca di Audiweb, perfettamente riassunta dalla redazione di Le Macchine Volanti. (Picture: ITU Pictures, CC License)

Quando è il caso di fare un co-branding?

Quando è il caso di fare un co-branding?

In un mercato sempre più evoluto e alla ricerca di nuove frontiere da conquistare, il co-branding si rivela una soluzione sempre più praticata dalle aziende. È sempre una buona idea? Quali sono le opportunità, i limiti e i rischi di una scelta così importante? Adage, in una suo reportage, prova a mettere in ordine i pro e i contro del co-branding, in modo equilibrato.

Siete pronti ad affrontare il “conversational commerce”? E dopo?

Siete pronti ad affrontare il “conversational commerce”? E dopo?

Il Cluetrain Manifesto lo aveva detto con vent’anni di anticipo: “i mercati sono conversazioni”. Ora la profezia si è compiuta: il boom del “conversational commerce” in cui gli utenti dialogano oniline con assistenti virtuali o reali è ormai realtà. Come c’è da sapere per entrare in sintonia con questo nuovo cambio di paradigma? E cosa ci sarà dopo? (picture: San José Library, CC license)

Cosa succede se l’Intelligenza Artificiale arriva in cucina?

Cosa succede se l’Intelligenza Artificiale arriva in cucina?

I computer sono bravissimi a ricevere e a eseguire ordini. E ultimamente se la cavano anche ad analizzare scenari e proporre soluzioni, basate sull’esperienza pregressa. Perché non testare le loro capacità anche in cucina? (spoiler: perché i computer non hanno il senso del gusto, almeno per ora). (picture: Electrolux Design Lab, CC license)

È Natale, regalatevi un’intelligenza super! (se già non la avete)

È Natale, regalatevi un’intelligenza super! (se già non la avete)

Cosa ci rende più intelligenti, più smart, più adatti ai tempi in cui viviamo? Gli studiosi sono concordi: informazioni aggiornate, capacità di analizzare il presente, cultura a cui fare riferimento e spirito critico. Dove trovare tutto questo? Su Internet, ovviamente! Ecco una lista ragionata di 62 risorse online in cui coltivare la nostra intelligenza, felici di costruire un mondo migliore partendo da noi. (picture: Hey Paul Studios, CC license)

Perché il Native Advertising è davvero importante per i brand

Perché il Native Advertising è davvero importante per i brand

Il Native Advertising si è trasformato presto da novità promettente a realtà praticata, diffusa e apprezzata nel campo della comunicazione di brand. In questa analisi di BrandBerry Marcom sono elencati i punti più rilevanti delle ragioni del suo successo, accompagnati da un appello: considerare il Native Advertising un lavoro creativo e non una semplice “opzione” media.

E se Snapchat fosse la nuova TV?

E se Snapchat fosse la nuova TV?

Sono nati i primi format “televisivi” (le virgolette sono d’obbligo, visto che non sono in TV) per Snapchat. Si tratta di progetti sperimentali, fatti per un pubblico d’avanguardia e giovanissimo. Cosa succederebbe se il social network più amato dai Millennials diventasse la (loro) nuova televisione? (picture: Maurizio Pesce, CC license)

Quale sarà il futuro dell’e-commerce?

Quale sarà il futuro dell’e-commerce?

Come si evolverà l’e-commerce nel 2017? Quali sono i fronti su cui la vendita online di beni e servizi potrà avere sviluppi ulteriori? Come cambierà la logistica del commercio elettronico nei prossimi mesi? Cosa succederà ai negozi “brick & mortar”? (picture: Robbert Noordzij, CC license)

Chatbot: prepariamoci a dialogare con le macchine

Chatbot: prepariamoci a dialogare con le macchine

Secondo i principali analisti, il futuro dell’interazione uomo macchina saranno i chatbot, cioè identità virtuali con cui dialogare via chat o via voce e che saranno al nostro servizio. I grandi player del mercato digitale ci credono così tanto che i primi assistenti virtuali, da Siri in giù, sono già tra noi e sono ottimi strumenti di interazione, comunicazione e, presto, vendita. (picture: Rog01, CC License)

Lo Zen e l’arte della manutenzione dell’e-mail

Lo Zen e l’arte della manutenzione dell’e-mail

Pare che lo Zen informatico sia il raggiungimento del fantomatico “inbox zero”, cioè la totale assenza di mail non lette nel proprio client di posta elettronica, sinonimo di ordine, professionalità, leggerezza. Come riuscirci? (picture: Lea Latumahina, CC license)

Didattica digitale o didattica digitalizzata? Ah, c’è una differenza?

Didattica digitale o didattica digitalizzata? Ah, c’è una differenza?

“Digital learning” è una delle buzzword più in voga del momento. Sembra davvero che la Rete stia diventando non solo l’ambito su cui si esercita, ma anche il modello su cui si modella l’istruzione di ogni tipo nei paesi avanzati. Marco Dominici, uno tra i più affermati autori che si dedicano all’evoluzione della scuola, chiarisce su Medium la differenza tra nuovi modi e “vecchi modi digitalizzati”  di trasmettere il sapere.

Troppi abbonamenti? Ecco come tenerli sotto controllo

Troppi abbonamenti? Ecco come tenerli sotto controllo

Nel panorama digitale, tutto richiede un abbonamento, spesso anche i servizi totalmente gratuiti. La quantità di ambiti che richiedono una nostra iscrizione o, peggio, la nostra carta di credito è ormai alle soglie dell’incontrollabile. Ecco alcune soluzioni per tenere sotto controllo tutti gli abbonamenti digitali e scegliere, tra quelli ricorsivi che si auto-rinnovano, quali davvero valgono la pena. Una serie di strumenti che salvano tempo e denaro.

Internet in Italia: poco e male

Internet in Italia: poco e male

La redazione di Le Macchine Volanti, il magazine dedicato alle culture digitali di Telecom Italia, analizza lo stato di Internet in Italia, alla luce dei dati più recenti di Audiweb. Lo scenario, duole dirlo, è tutt’altro che entusiasmante.

Primi effetti del boom della realtà virtuale: cambiano i parchi di divertimento

Primi effetti del boom della realtà virtuale: cambiano i parchi di divertimento

Il tradizionale longform mensile è dedicato agli effetti pratici e già commerciabili della realtà virtuale, un settore in boom da alcuni mesi e prossimo a un’ulteriore esplosione lato consumer con l’arrivo – sotto Natale – delle periferiche VR per le princpali console. Adi Robertson e Ben Popper raccontano, in modo avvincente la nuova entusiasmante vita dei parchi di divertimento.

Arrivano le sorelle giovani di Siri. Siete pronti?

Arrivano le sorelle giovani di Siri. Siete pronti?

Il futuro è “intelligente e artificiale”, a giudicare dalla grande quantità di assistenti virtuali di nuova generazione che cambieranno il modo in cui interagiremo con computer, tablet e smartphone. Saranno loro a occuparsi di noi. Ed è una buona notizia, dice un ottimo reportage di TechCrunch. Per ora.

Moderatamente, Internet

Moderatamente, Internet

La moderazione dei contenuti online fa parte della nostra vita digitale da ormai alcuni anni, ma continua a essere un oggetto oscuro, di cui si parla poco e senza standard comportamentali. Un lungo (lunghissimo: vale un quarto d’ora del vostro tempo) articolo di The Verge si interroga sul futuro della libertà d’espressione in un contesto in cui le regole di buona condotta non sono pubbliche e condivise.

I nuovi fratelli Lumière, a 360 gradi

I nuovi fratelli Lumière, a 360 gradi

Fabrizio Ulisse, regista e produttore multimediale tra i più apprezzati in Italia, riflette su Medium sul boom dei video a 360° online e ci fa sapere che le meraviglie di oggi non sono che l’inizio di una rivoluzione comunicativa e visiva che verrà. Noi in Phoenix ci siamo già attrezzati, guardando al domani.

I brand scoprono i documentari

I brand scoprono i documentari

Dopo decenni di narrazioni brevi, fulminee e potentissime, la cultura comunicativa di molti brand sta spostandosi verso forme narrative più distese, che valorizzano il racconto più preciso, documentato e orchestrato di prodotti, servizi e valori di marca. Insomma, in un’epoca di branded content, avremo meno spot e più documentari d’azienda, dice un articolo di Digiday. Noi siamo pronti per ogni scenario.

Stiamo ascoltando consumatori che non vogliono parlarci?

Stiamo ascoltando consumatori che non vogliono parlarci?

Siamo sicuri che, in un’epoca in cui tutti hanno voce e sembrano tutti estroversi, sia così facile conoscere i consumatori o identificare il proprio target di riferimento? Un articolo di Chiara Bottini su Linkedin si interroga sullo strano mutismo dei consumatori di fronte alle aziende dialoganti e suggerisce come superarlo.

TED entra nelle scuole

TED entra nelle scuole

Il più celebre e apprezzato formato di public speaking tecnologico-scientifico-culturale è uscito dalle sale conferenze ed è entrato nelle scuole italiane. Ne parla Sara De Carli su Vita.it

Capire Snapchat se non si ha l’età

Capire Snapchat se non si ha l’età

È il social network del momento, a metà tra video, chat ed effetti speciali e potrebbe risultarvi ostico se avete più di trent’anni.
Daria Bernardoni, in un lungo articolo su Medium, spiega perché gli utenti e le aziende lo adorano.

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